Come far rifiorire l’orchidea

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Molti pensano che per poter far rifiorire l’orchidea ci vuole chissà quale grande impresa, ma in realtà non è così.

Tuttavia capita spesso che dopo aver concluso la prima fioritura, non ne voglia più che sapere di rifiorire nuovamente. Infatti sono moltissime le persone che hanno provato di tutto pur di vedere nuovamente la pianta rifiorire.

Ma non tutti sanno che i fattori determinanti per indurre il vegetale a rifiorire sono diversi:

  • fertilità del suolo
  • umidità
  • luce
  • irrigazione
  • temperatura in generale
  • lo sbalzo termico

Quindi per poter far rifiorire la pianta è necessario controllare tutti questi elementi.

Sappiate che l’orchidea non richiede un particolare utilizzo di concime, pertanto la concimazione non è da ritenersi un parametro fondamentale per la rifioritura.

Tuttavia per quel poco che il vegetale necessita ricordate che esistono dei concimi appositi, anche se possono essere utilizzati tranquillamente anche i semplici concimi per piante e fiori, avendo l’accortezza di non abusarne in maniera eccessiva perchè si rischia di bruciare la pianta.

Come per ogni vegetale, anche l’orchidea necessita di un luogo soleggiato per il processo della fotosintesi. Infatti in inverno le orchidee possono essere tranquillamente collocate in pieno sole durante tutta la giornata.

La temperatura notturna invece non deve andare oltre i 13°C.

Inoltre per poter far rifiorire le orchidee è di vitale importanza scegliere il giusto materiale per assicurare un certo grado di umidità. Per cui utilizzate materiali che mantengano la corretta umidità. Sono da preferire fibra di cocco, corteccia di pino, lava vulcanica. Uno dei materiali maggiormente utilizzati è lo sfagno.

Come procedere con l’innaffiatura?

Per quanto concerne l’innaffiatura, è di vitale importanza non innaffiarle spesso. Ogni orchidea ha un fabbisogno d’acqua differente, quindi per poter evitare gli eccessi vi consiglio vivamente di fare attenzione che il terreno rimanga umido e non inzuppato d’acqua.

Molto importante è anche la scelta del vaso. Sono da escludere i vasi di terracotta, perchè nel momento in cui il vegetale crescerà avrà bisogno di un vaso molto più grande e quindi dovrà essere svasata.

La rinvasatura

Per svasarla, involontariamente strapperete le radici, quindi a tale riguardo utilizzate dei semplici vasi in plastica che mantengano naturalmente il giusto grado di umidità, al fine di impedire che l’acqua evapori troppo velocemente..

Quando la pianta non avrà più fiori e sarà cresciuta, procedete alla rinvasatura. Purtroppo non tutti sanno che i sali minerali, l’acqua e i concimi, accumulati nel corso del tempo rendono il terriccio acido e salato bruciando così il vegetale.

Pertanto è ncessario eseguire tale operazione al massimo ogni due anni e non ogni primavera. Quado i fiori non ci saranno più oltre al rinvaso, dovete procedere anche con la potatura dei rami secchi. I rami secchi vanno eliminati ma con un’accurata attenzione.

Dopo tutti questi piccoli trattamenti è molto importante che la pianta si riposi per un bel po’ di tempo. In questo periodo non va assolutamente innaffiata ma avrà bisogno comunque sia di molta luce.

Nel momento in cui le orchidee riprenderanno il loro ciclo di vita spunteranno le prime gemme,e solo allora potete nuovamente riprendere l’irrigazione.

A presto!

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