Coltivazione indoor – Dojo Garden https://www.dojogarden.it L'arte del giardinaggio Mon, 13 May 2019 12:42:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.3 Come coltivare il prezzemolo https://www.dojogarden.it/2019/05/come-coltivare-il-prezzemolo.html https://www.dojogarden.it/2019/05/come-coltivare-il-prezzemolo.html#respond Mon, 13 May 2019 12:42:05 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=572 Il prezzemolo è una delle piante aromatiche più apprezzate della nostra cucina, un ingrediente utilizzato in moltissimi piatti che possiamo coltivare nelle nostre case anche in vaso. Si tratta di un vegetale che si semina tutto l’anno e consente di raccogliere già due o tre mesi dopo. Il prezzemolo può essere lasciato seccare e conservato …

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Il prezzemolo è una delle piante aromatiche più apprezzate della nostra cucina, un ingrediente utilizzato in moltissimi piatti che possiamo coltivare nelle nostre case anche in vaso. Si tratta di un vegetale che si semina tutto l’anno e consente di raccogliere già due o tre mesi dopo. Il prezzemolo può essere lasciato seccare e conservato a lungo. Le sue proprietà principali sono depurative e antisettiche ed il suo infuso viene utilizzato anche per rendere lucenti le chiome.

Il prezzemolo è una pianta che l’uomo conosce sin dai tempi più antichi: già i greci la utilizzavano sia come decorazione che in ambito medicinale. Con il prezzemolo si realizzavano ad esempio le corone dei vincitori dei giochi. I primi ad utilizzarlo in cucina furono invece i romani che sfruttavano le foglie del prezzemolo per eliminare i cattivi odori e per contrastare i sintomi di una intossicazione.

Per averlo a disposizione fresco e lasciare sprigionare dalle foglie il massimo dell’aroma per i nostri piatti, possiamo tenerlo in un vaso sul balcone o nel nostro giardino.

Come coltivare il prezzemolo

Abbiamo detto che il prezzemolo può essere facilmente coltivato in un vaso tuttavia bisogna considerare che le sue radici tendono ad andare in profondità e quindi il contenitore deve essere particolarmente capiente e profondo. Il prezzemolo è adatto ai climi temperati e cresce bene anche su un davanzale, soprattutto se il vaso è collocato in un’area soleggiata che in estate però risulti in penombra. La crescita, a seconda della temperatura e del clima, può necessitare di due o tre settimane.

I semi vanno distribuiti uniformemente nel vaso e germogliano lentamente, circa in 30 giorni. Se volete accelerare questo processo è bene immergere i semi nell’acqua per una notte prima di impiantarli e di inserirli circa 1 cm sotto la terra. Le prime foglie inizieranno a vedersi già dopo quattro o cinque settimane. Osservando queste poche indicazioni si possono ottenere tante piante di prezzemolo investendo pochi euro nei semi.

La crescita del prezzemolo e la raccolta

Nel giro di 70 – 80 giorni al massimo possiamo iniziare a raccogliere il prezzemolo: se lo piantiamo ad ottobre potremo usare le prime foglie già a marzo e considerando che si tratta di una pianta biennale, nel mese di giugno andrà effettuata la potatura per consentire la ricrescita delle nuove foglie. Si tratta di una pianta da innaffiare ogni giorno a piccole dosi facendo in modo che il terreno risulti sempre ricco di umidità; quando le piante vengono recise ricrescono proponendo nuovi germogli freschi adatti all’utilizzo in cucina.

Altre proprietà del prezzemolo

Tra le proprietà del prezzemolo, ricco di calcio, fosforo, vitamina A, vitamina C, vitamina K e ferro, ricordiamo che stimola la digestione, aiuta ad eliminare piccoli calcoli e svolge un’attività antianemica. Utile anche come diuretico e depurativo, questo vegetale è indicato anche per chi soffre di reumatismi, edemi e ritenzione idrica.

Aiuta il fegato a depurare l’organismo e grazie all’abbondante presenza di antiossidanti migliora la salute degli occhi e della pelle. L’elevatissima concentrazione di vitamina C, contrasta a sua volta l’attività dei radicali liberi e aiuta rinforzare il sistema immunitario.

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Come coltivare lo zenzero a casa https://www.dojogarden.it/2017/11/coltivare-lo-zenzero-casa.html https://www.dojogarden.it/2017/11/coltivare-lo-zenzero-casa.html#respond Mon, 13 Nov 2017 15:08:58 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=505 Nell’approfondimento di oggi ci dedichiamo ad una pianta che non richiede particolare cura e che consente ottimi risultati anche a chi non ha il vero e proprio pollice verde. Lo zenzero è una pianta officinale con numerose proprietà benefiche, utilizzata anche in cucina oltre che per il suo valore estetico. Coltivare lo zenzero in vaso …

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Nell’approfondimento di oggi ci dedichiamo ad una pianta che non richiede particolare cura e che consente ottimi risultati anche a chi non ha il vero e proprio pollice verde. Lo zenzero è una pianta officinale con numerose proprietà benefiche, utilizzata anche in cucina oltre che per il suo valore estetico.

Coltivare lo zenzero in vaso è possibile e bastano pochi accorgimenti per garantire al vegetale il massimo benessere e poter poi sfruttare le proprietà medicali della sua carnosa radice. È interessante sapere che stiamo parlando di una pianta perenne che raggiunge anche il metro di altezza ed è caratterizzata da foglie strette e fiori gialli o arancioni. Lo zenzero appartiene alla stessa famiglia della curcuma e del cardamomo ed è originale dell’Asia meridionale: vive  in un ambiente tipicamente tropicale e per questo è bene coltivarla in una postazione riparata dagli agenti atmosferici.

Come coltivare lo zenzero: consigli pratici

La temperatura ambientale non deve mai scendere sotto i 15° centigradi ed il vaso va collocato in maniera da ricevere la luce del sole filtrata e non diretta. Il terreno preferito dalla pianta dello zenzero è ricco di sostanze organiche ma se viene coltivato in vaso, bisogna assolutamente evitare i ristagni di acqua. L’ambiente tuttavia deve rimanere complessivamente umido e quindi se il locale è climatizzato e dotato di riscaldamento è opportuno nebulizzare o aggiungere argilla espansa al sottovaso.

Dai semi alla raccolta: come coltivare lo zenzero

Illustriamo di seguito gli step principali per la coltivazione dello zenzero in un vaso, una procedura semplice che richiede poche cure ma che garantisce una buona raccolta.

  1. Per prima cosa bisogna procurarsi delle radici dette rizomi: meglio optare per quelle biologiche e non trattate (che potrebbero non germogliare, come succede a diverse varietà di patate che possiamo acquistare al supermercato). Se nella radice sono presenti più germogli si possono ricavare più piante dallo stesso tubero tagliando la radice in più parti e facendo in modo che ogni sezione abbia almeno un paio di germogli;
  2. il vaso deve essere sufficientemente grande e profondo perché le radici hanno bisogno di spazio per svilupparsi e l’ideale sarebbe utilizzare delle fioriere. Indicativamente un vaso di 40 cm di diametro può ospitare tre piante distanti circa 15 o 20 cm tra loro.
  3. Il terreno deve essere sufficientemente drenato e caratterizzato da 50% compost e 50% terriccio argilloso e sabbioso: questa miscela garantisce il minimo di umidità necessaria allo sviluppo della radice ma allo stesso tempo anche il giusto nutrimento. Il periodo migliore per piantare lo zenzero va dalla fine dell’inverno fino all’inizio della stagione estiva.
  4. Il terriccio va innaffiato una volta al giorno nelle ore serali fino allo sviluppo completo della pianta ma quando le temperature si abbassano le irrigazioni devono diventare meno frequenti.
  5. La raccolta può avvenire dopo cinque o sei mesi dall’avvio e il momento giusto si identifica dall’avvizzimento delle foglie. Quando le foglie risultano secche quindi è possibile effettuare la raccolta.
  6. Per sviluppare al massimo i germogli bisogna sacrificare la fioritura, quindi quando la pianta fiorisce è ben eliminare fiori e steli per non togliere nutrimento al rizoma.

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Come coltivare lo zafferano in casa https://www.dojogarden.it/2017/11/coltivare-lo-zafferano-casa.html https://www.dojogarden.it/2017/11/coltivare-lo-zafferano-casa.html#respond Wed, 01 Nov 2017 16:19:47 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=500 Lo zafferano è una spezia particolarmente apprezzata per il suo sapore forte e riconoscibile, utilizzato in diverse ricette tipiche della tradizione italiana e internazionale. Oltre al gusto inconfondibile, dello zafferano ricordiamo anche il costo piuttosto elevato, legato ai meccanismi di produzione e raccolta che richiedono ampi interventi manuali da parte della manodopera: questo significa che …

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Lo zafferano è una spezia particolarmente apprezzata per il suo sapore forte e riconoscibile, utilizzato in diverse ricette tipiche della tradizione italiana e internazionale. Oltre al gusto inconfondibile, dello zafferano ricordiamo anche il costo piuttosto elevato, legato ai meccanismi di produzione e raccolta che richiedono ampi interventi manuali da parte della manodopera: questo significa che le coltivazioni risultano piuttosto lente ed elaborate e la produzione commerciale di tale pianta è in effetti in calo per quanto riguarda il continente europeo, proprio per via degli elevati costi.

I paesi da cui normalmente proviene la pianta dello zafferano sono l’India e l’Iran ma non mancano anche appezzamenti italiani, soprattutto in Umbria, Toscana, Sardegna, Abruzzo e Marche, spesso con denominazione di origine protetta.

Come coltivare lo zafferano: vaso e orto

La raccolta avviene a dicembre e la coltivazione richiede un’elevata attenzione soprattutto per la scelta e la disposizione dei bulbi nel terreno. Normalmente la coltivazione avviene in grandi appezzamenti ma rispettando alcuni requisiti è possibile provare a far crescere lo zafferano in casa, nel proprio orto o addirittura in un vaso. Ovviamente la produzione risulterà sufficiente per il fabbisogno della famiglia.

Chi sceglie di piantare lo zafferano in un vaso della propria terrazza potrà arricchire l’ambiente di bellissimi fiori viola: dai loro caratteristici stimmi di colore rosso essiccati e polverizzati si ricaverà proprio la preziosa spezia. La coltivazione in casa quindi è possibile e ci consentirà di risparmiare sulla preparazione di qualche ottimo risotto.

Consigli pratici: come coltivare lo zafferano in casa

  1. Come per chi coltiva tulipani e iris, anche per lo zafferano dobbiamo procurarci dei bulbi da acquistare on-line o presso un vivaio della nostra città
  2. bastano anche pochi bulbi per provare la coltivazione di questa pianta a partire da piccoli vasi, uno per bulbo oppure più bulbi in un vaso più grande;
  3. l’importante in questo caso è che le piante distino almeno 5 cm l’una dall’altra e siano piantate tra i 5-10 centimetri di profondità.
  4. La pianta di zafferano teme i ristagni d’acqua e quindi bisogna fare attenzione a svuotare continuamente i sottovasi: questo vegetale in genere necessita di poca acqua ma di molta luce quindi la posizione sarà determinante per una crescita di successo.

Coltivazione nell’orto familiare e professionale: come coltivare lo zafferano

Per piantare invece lo zafferano nell’orto, potremo decidere di realizzare una piccola aiuola oppure delle decorative bordure: dato che la semina avviene in autunno e la raccolta verso l’inverno, le regioni dove risulta più semplice la coltivazione esterna sono quelle del centro Italia con un clima più mite come l’Umbria e la Toscana ad esempio.

Una coltivazione professionale parte con almeno quattrocento bulbi per avere un minimo di raccolta garantito e una buona consistenza di spezie da ricavare: a tale proposito le piante dovranno essere distanti 5 cm e i filari 50 cm a uno all’altro in un terreno che non deve risultare argilloso.

La semina in esterno deve avvenire tra fine agosto e i primi di settembre mentre il raccolto si concentrerà nel mese di dicembre. Questa pianta non teme il gelo, ha bisogno di poca acqua e non teme nemmeno la siccità: non è richiesta infatti alcuna irrigazione ma nel caso l’orto si trovi in una regione piovosa bisogna fare attenzione ai ristagni d’acqua che potrebbero fare marcire le piante.

La fase della raccolta: come coltivare lo zafferano per ottimi risotti tutto l’anno!

Dato che per la crescita non sono necessarie particolari attenzioni, passiamo al momento del raccolto che è quello più delicato:

  1. i fiori si schiudono solo per pochi giorni e tendono ad appassire molto in fretta quindi la raccolta degli stimmi rossi deve avvenire possibilmente già il primo giorno di fioritura
  2. dopo aver raccolto i fiori, i filamenti rossi devono essere rimossi con grande attenzione e delicatezza aiutandosi con una pinzetta
  3. gli stimmi vanno poi riposti in un contenitore o in un tovagliolo di carta per lasciarli asciugare e trasferirli (una volta asciutti) successivamente in un vaso o in una provetta di vetro da tenere chiusi, in maniera da conservare tutto l’aroma e la fragranza della spezia
  4. per offrirti una stima, considera che per una famiglia di quattro persone sarà necessario coltivare 16 bulbi di zafferano per preparare quattro piatti conditi a testa in un anno. Per cucinare potrai utilizzare anche lo zafferano fresco in piccolissima quantità: calcola che per ottenere un cucchiaino di stimmi bisogna coltivare almeno 40 bulbi.

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Come coltivare il pomodoro a crescita indeterminata: consigli pratici https://www.dojogarden.it/2017/08/come-coltivare-il-pomodoro-a-crescita-indeterminata-consigli-pratici.html https://www.dojogarden.it/2017/08/come-coltivare-il-pomodoro-a-crescita-indeterminata-consigli-pratici.html#respond Thu, 31 Aug 2017 16:50:45 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=495 Dedichiamo questa breve guida pratica ai consigli per coltivare le piante di pomodoro a crescita indeterminata, da interrare in orto oppure in serra. Ci occuperemo del trapianto, del concime, dell’irrigazione e delle cure, accennando anche a soluzioni preventive rispetto alle malattie più diffuse. In primo luogo è bene precisare la differenza tra piante a crescita …

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Dedichiamo questa breve guida pratica ai consigli per coltivare le piante di pomodoro a crescita indeterminata, da interrare in orto oppure in serra. Ci occuperemo del trapianto, del concime, dell’irrigazione e delle cure, accennando anche a soluzioni preventive rispetto alle malattie più diffuse.

In primo luogo è bene precisare la differenza tra piante a crescita determinata e indeterminata: le piante a crescita determinata smettono di svilupparsi dopo aver prodotto un certo numero di fiori, assumendo la classica forma di cespuglio. Le piante a crescita determinata invece continuano a svilupparsi in altezza per tutto il loro ciclo e se vengono coltivate in vaso o in terra necessitano di supporti per la coltivazione in verticale.

  1. Il terreno ideale per coltivare il pomodoro è quello ricco di sostanze organiche, neutro, drenante, a medio impasto. Con queste caratteristiche si otterranno i risultati migliori;
  2. per quanto riguarda la concimazione, 20 giorni prima del trapianto (come minimo) è opportuno incorporare nella terra del concime organico e/o minerale a lenta cessione contenente azoto, potassio e fosforo in proporzioni equilibrate;
  3. il clima ideale per la coltivazione del pomodoro è temperato-caldo, ma si tratta di una pianta adattabile a condizioni anche molto diverse; durante l’inverno si alleva in serra ma temperature al di sotto dei 5° centigradi compromettono la fase di crescita;
  4. il trapianto va effettuato nelle ore più fresche della giornata e quindi al mattino presto oppure verso il tardo pomeriggio, umettando la zolla prima dell’impianto e irrigando leggermente per favorire l’attecchimento;
  5. come distanze, tra una pianta e l’altra è opportuno lasciare almeno 35 cm mentre tra le fila si consigliano di lasciare almeno 70 cm per il passaggio.

Come coltivare il pomodoro: cura e irrigazione

Un consiglio molto importante è quello di eliminare costantemente le erbe spontanee che crescono vicino alle piante coltivate: per evitare la presenza di erbe infestanti è opportuno utilizzare particolari teli di materiale plastico scuro o strati di paglia.

Le varietà a crescita indeterminata vanno sostenute da tutori e spaghi, a cui la pianta va man mano fissata durante la fase di sviluppo. In questo modo le piante risulteranno meglio esposte ai raggi del sole, riducendo il rischio di malattie fungine che solitamente si contraggono quando le piante stanno a contatto con la terra.

Per avere una produzione più abbondante e uniforme, con le varietà a crescita indeterminata si procede all’eliminazione dei germogli ascellari. Volendo si può anche cimare l’apice dopo il quinto “ramo” fiorito per ridurre l’altezza e rendere più precoce la maturazione.

Si consiglia di utilizzare un impianto a goccia temporizzato per l’irrigazione, in maniera da risparmiare e gestire al meglio le risorse idriche. In questo modo l’annaffiatura avviene a intervalli regolari senza bagnare la vegetazione e riducendo l’insorgenza di malattie. L’ora ideale per innaffiare è il mattino, con preferenza generale di scegliere le ore più fresche della giornata.

La fase della raccolta: come coltivare il pomodoro

Concludiamo con la fase più ricca di soddisfazioni ossia la raccolta dei frutti. I pomodori da conserva vanno prelevati dalle piante quando la bacca raggiungere la completa maturazione e quindi il colore rosso.

Quelli da tavola possono essere raccolti con una colorazione verde rosacea. Dal momento del trapianto occorrono circa due mesi, massimo 80 giorni per iniziare la raccolta. Ogni pianta può produrre in un solo ciclo da 2 fino a 5 chili di frutti per la coltivazione in un terreno aperto e da 4 a 8 chili in serra.

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Come coltivare l’habanero, uno tra i peperoncini più piccanti del mondo https://www.dojogarden.it/2017/07/coltivare-lhabanero-uno-peperoncini-piu-piccanti-del-mondo.html https://www.dojogarden.it/2017/07/coltivare-lhabanero-uno-peperoncini-piu-piccanti-del-mondo.html#respond Sat, 22 Jul 2017 14:27:09 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=484 Sapete che per misurare la piccantezza di un peperoncino esiste una apposita scala SHU (scala di Scoville, dal nome del chimico che l’ha ideata) che va da zero a 16milioni? L’ultimo indice si riferisce a un contenuto puro di capsaicina che corrisponde a quel principio attivo che determina la piccantezza. Il peperoncino calabrese, rinomato per …

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Sapete che per misurare la piccantezza di un peperoncino esiste una apposita scala SHU (scala di Scoville, dal nome del chimico che l’ha ideata) che va da zero a 16milioni? L’ultimo indice si riferisce a un contenuto puro di capsaicina che corrisponde a quel principio attivo che determina la piccantezza.

Il peperoncino calabrese, rinomato per la sua forza sul palato, raggiunge i 25.000 SHU mentre il famoso Habanero arriva fino a 700.000 SHU, giusto per farci una idea! Se quindi siete amanti del piccante estremo, oppure siete semplicemente curiosi e volete sorprendere i vostri ospiti, ecco una breve guida alla coltivazione di uno dei peperoncini più piccanti del mondo.

Come coltivare Habanero in casa

Questi peperoncini Habanero sono tanto piccoli quanto piccanti: la loro pianta si riconosce dalle foglie ovali e dal verde intenso, un arbusto che si estende leggermente più in altezza che in larghezza ed è caratterizzato da una chioma folta. Questa pianta richiede una ottimale esposizione alla luce del sole e il suo clima ideale è caldo, con un suolo ben drenato. Il periodo migliore per piantare i semi è lontano dal periodo dell’anno in cui c’è rischio di gelate. Questi semi devono essere quindi indicativamente interrati tra marzo e maggio.

Prima di piantare i semi è bene preparare il suolo con un fertilizzante organico abbondante e una sufficiente irrigazione. I semini vanno immersi nell’acqua salata per quarantott’ore circa in maniera da favorire la germinazione. Un altro trucco utilizzato per stimolare la nascita è l’immersione in una soluzione a base di camomilla per uno o due giorni.

Dopo averli bagnati, i semi vanno disposti su tre fogli di carta assorbente e sistemati in una scatola di plastica forata in maniera che la luce e l’aria possano passare dopodiché vanno bagnati di nuovo e lasciati asciugare, bagnando nuvoamente ogni volta che l’acqua evapora e i semi si asciugano. Questa scatola deve essere collocata in un ambiente caldo e umido.

I tempi di germinazione sono piuttosto brevi, circa 6-8 giorni a una temperatura di 27° ma impiegano un mese se la temperatura è più bassa, circa 15°. Al di sotto di questa temperatura i semi non riusciranno a germinare e marciranno.

Come far crescere l’Habanero: la cura del suolo

Le piante vanno innaffiate tutti i giorni abbondantemente e lasciate alla luce, naturale o artificiale, per almeno 14 ore. Quelle trapiantate all’interno hanno bisogno di rinforzarsi per almeno una decina di settimane prima di poter essere portate outdoor e si tratta della soluzione migliore se si vive in un ambiente dal clima rigido. Di solito si devono contare almeno 6 foglie mature prima di procedere al travaso, scegliendo all’esterno il luogo più esposto al sole.

Per mantenere il suolo più caldo si può utilizzare un telo di plastica con dei fori praticati in corrispondenza di ogni pianta: in questo modo il terreno trattiene più acqua e si contiene il fenomeno delle erbe infestanti. Inoltre le coperture aiutano ad evitare il surriscaldamento delle piantine e a fare in modo che non si secchino e non si rompano.

Quando raggiungono le sei settimane di vita possono essere fertilizzate con un quarto di cucchiaino di azoto ed è importante rimuovere gli insetti aiutandosi con acqua o sostanze appositamente formulate per i prodotti alimentari. I tempi di maturazione dell’habanero si completano nel giro di 120 giorni e possono essere raccolti quando sono ancora verdi o diventano rossi, come accade nell’ultima fase di maturazione. L’importante è ultimare il raccolto prima che le temperature si abbassino e quindi entro l’autunno. I peperoncini possono essere conservati così come sono per tre settimane dalla raccolta oppure essiccati, congelati o messi sott’olio sottaceto.

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Come coltivare il basilico sul proprio terrazzo https://www.dojogarden.it/2017/06/coltivare-basilico-sul-terrazzo.html https://www.dojogarden.it/2017/06/coltivare-basilico-sul-terrazzo.html#respond Thu, 29 Jun 2017 11:43:45 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=477 Come si fa a coltivare il basilico senza doverlo così continuamente acquistare al supermercato? Si tratta di una pianta particolarmente amata soprattutto per le sue finalità gastronomiche: molti piatti della cucina italiana utilizzano l’intenso profumo del basilico per arricchire gli altri ingredienti e combinare dei sapori particolarmente suggestivi per il palato, dal classico pesto genovese …

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Come si fa a coltivare il basilico senza doverlo così continuamente acquistare al supermercato? Si tratta di una pianta particolarmente amata soprattutto per le sue finalità gastronomiche: molti piatti della cucina italiana utilizzano l’intenso profumo del basilico per arricchire gli altri ingredienti e combinare dei sapori particolarmente suggestivi per il palato, dal classico pesto genovese fino al semplicissimo sugo di pomodoro o alla pizza napoletana.

Il basilico di solito si compra alle bancarelle dei mercati, dal fruttivendolo o al supermercato, fresco oppure surgelato: ma se riuscissimo a coltivarlo in casa, otterremmo un risparmio notevole e la possibilità di avere sempre foglie fresche e profumate a portata di mano. Senza dimenticare inoltre che il profumo emanato dalle foglie di una pianta tiene lontane le zanzare: e questo non è l’unico beneficio che possiamo trarre dalla pianta del basilico. Ma andiamo con ordine!

Dalla semina alla raccolta: coltivare il basilico in casa

Non è difficile coltivare la pianta del basilico, però ci sono due requisiti fondamentali da osservare e cioè buona terra e sole. Per il resto si tratta di un vegetale che ha bisogno di poche attenzioni, tant’è che può crescere in qualsiasi contenitore.

Bisogna ricordare che il basilico è una pianta annuale, che si secca durante la stagione dell’inverno e può essere coltivata non solo nel giardino ma anche in un vaso semplicemente sul proprio balcone o sul terrazzo. Ecco i vari step per la coltivazione ottimale del basilico:

  1. per il posizionamento, consideriamo che le piante possono raggiungere anche i 60 cm di altezza: procuriamoci dei vasi in terracotta di medie dimensioni, da riempire con del terriccio universale
  2. distribuiamo uniformemente sul terriccio i semi di basilico e copriamoli con pochi centimetri di terra
  3. il periodo migliore per la semina va da febbraio o marzo fino ai primi di giugno
  4. i vasi vanno posizionati in un punto soleggiato e luminoso in maniera però che le piante non vengono colpite direttamente dai raggi del sole, perché le foglie rischierebbero di bruciarsi
  5. soprattutto all’inizio della semina, le piante vanno innaffiate frequentemente perché hanno bisogno di più umidità: il momento migliore per idratarle è al mattino
  6. le piante germogliano in poco più di una settimana: la raccolta può essere effettuata dopo un mese dalla semina, partendo dalle foglie più grandi che risultano anche le più vecchie
  7. dopo il primo mese inizieranno a spuntare dei fiori che vanno potati per consentire alla pianta di crescere sempre più folta e robusta
  8. eventualmente i semi possono essere raccolti dalle spighe seccate quando hanno assunto una colorazione marrone: è sufficiente sfregarle tra le mani per far uscire i piccoli semi che vanno conservati in un luogo asciutto e al riparo dalla luce e dal calore (così facendo possono conservarsi attivi per degli anni).

Come coltivare il basilico: i benefici

Come abbiamo accennato all’inizio, il basilico detiene numerose proprietà, oltre a tenere lontane le zanzare e lenire il prurito in caso di puntura (basta semplicemente strofinando una foglia sul punto colpito).

Utilizzate fresche, le foglie di basilico sono un rimedio naturale per i disturbi dell’apparato digerente, utilizzate anche in caso di coliche e di nausea, soprattutto quando ci si lascia andare a qualche eccesso a tavola. L’olio essenziale viene utilizzato nello specifico per calmare gli spasmi intestinali.

Il basilico contiene fibre, acqua, proteine, zuccheri, vitamine e minerali: aiuta a riattivare l’appetito e migliora i sintomi della sindrome influenzale e delle bronchiti..

il basilico viene utilizzato anche nei preparati antiage per la pelle e i capelli, cui ridona tono e lucentezza. È possibile applicare un impacco di olio essenziale direttamente sulla cute, per stimolare la circolazione del sangue grazie alla presenza di antiossidanti e altri attivi.

 

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Fertilizzanti: come utilizzarli correttamente https://www.dojogarden.it/2015/12/fertilizzanti-come-utilizzarli-correttamente.html https://www.dojogarden.it/2015/12/fertilizzanti-come-utilizzarli-correttamente.html#respond Mon, 28 Dec 2015 14:25:47 +0000 http://www.dojogarden.it/?p=459 Gli italiani leggono poco i libretti di istruzioni, ma nell’ambito dei fertilizzanti per coltivazione è fondamentale attenersi alle indicazioni riportate nelle etichette. Il primissimo consiglio è quindi quello di leggere fino all’ultima riga tutte le raccomandazioni del prodotto ed in particolare il dosaggio: alcuni vegetali possono assorbire una dose più elevata di nutrienti, mentre altre …

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Gli italiani leggono poco i libretti di istruzioni, ma nell’ambito dei fertilizzanti per coltivazione è fondamentale attenersi alle indicazioni riportate nelle etichette. Il primissimo consiglio è quindi quello di leggere fino all’ultima riga tutte le raccomandazioni del prodotto ed in particolare il dosaggio: alcuni vegetali possono assorbire una dose più elevata di nutrienti, mentre altre necessitano di quantitativi inferiori.

Fertilizzanti e aggiunta di acqua

La maggior parte dei fertilizzanti ha bisogno di una aggiunta di acqua. Per mescolare efficacemente le due sostanze, meglio dissolvere il prodotto in cristalli e polvere in acqua calda, assicurandosi del loro completo scioglimento, prima di rabboccare con altra acqua tiepida. I prodotti che nascono già in formato liquido si possono mescolare direttamente con l’acqua; è fondamentale rispettare i dosaggi prescritti perché una elevata concentrazione di sali potrebbe arrecare danni alla nostra coltivazione, mentre un quantitativo troppo diluito non garantirebbe il giusto supplemento.

Le piante hanno bisogno del fertilizzante?

Ogni vegetale ha le sue necessità particolari e per capire se la pianta abbia o meno bisogno di una integrazione di fertilizzante bisogna procedere con qualche indagine, ad esempio:

  • una valutazione visiva – l’ispezione visiva si basa sul principio per cui se la foglia mostra un verde intenso, la pianta è in salute e il vegetale ha già tutto ciò di cui ha bisogno. Quando tuttavia la crescita tende a rallentare e le foglie assumono una tonalità verde pallido è decisamente l’ora di aggiungere del concime per fornire i nutrimenti necessari.
  • un test NPK del terreno – Si tratta di una procedura precisa ma lievemente complessa: grazie agli appositi kit per test, si mescola un campione di terriccio con l’agente chimico e si confronta il colore risultate con quelli presenti su una scala cromatica fornita nel prodotto. A seconda del risultato, viene suggerita una adeguata e commisurata integrazione di fertilizzante.
  • test diretto sulla pianta – è il metodo più consigliabile dato che consente di aumentare le proprie conoscenze, e richiede di utilizzare alcune piante come prova: bastano due o tre campioni. Dopo aver aggiunto fertilizzante si monitorano per 3/4 giorni le piante in osservazione: quello che va bene per loro, andrà presumibilmente bene per tutte le altre. Per determinare la quantità da dosare basta fare riferimento alle istruzioni del fertilizzante, ma si può anche scegliere di diluirlo maggiormente e applicarlo più spesso (soprattutto se si ha a che fare con fertilizzanti concentrati). Le piante piccole hanno bisogno in generale di meno fertilizzante, che andrebbe sempre distribuito nella prima parte della giornata in maniera da avere tutto il tempo di elaborarlo.

Qualsiasi sia la tecnica scelta è utile ricordare che una pianta che viene coltivata in un piccolo contenitore o vaso, utilizza più velocemente i nutrienti presenti e quindi ha bisogno di una più frequente concimazione.

Invece, le piante collocate in contenitori di maggiori dimensioni hanno a disposizione un maggior quantitativo di terra e quindi passerà più tempo tra una concimazione e l’altra, avendo già a disposizione più nutrienti.

Frequenza di utilizzo per i fertilizzanti

Non esista una risposta assoluta, tuttavia si tenga presente che

  • le piante grandi utilizzano più nutrienti e quindi un maggior quantitativo di fertilizzante
  • il fertilizzante meno concentrato (o diluito) può essere applicato più spesso
  • è più facile concimare le piante nel terreno rispetto a quelle dei contenitori perchè le radici trovano nel terreno più nutrienti in partenza e la concimazione riveste un ruolo meno “determinante”
  • il fertilizzante può essere vaporizzato sulle foglie o tramite innaffiamento del terreno: il metodo dipende dal tipo di fertilizzante, di pianta e dalla praticità. Meglio, in caso di dubbio, fare una domanda in più al distributore o produttore del fertilizzante e confrontarsi con gli altri coltivatori online 😉 per mettere insieme tutte le varie esperienze!

Ti ricordiamo che se vuoi acquistare ottimi fertilizzanti delle migliori marche come: Advanced Nutrients, Canna, BioCanna, Bio Bizz, Plagron, Atami B’cuzz e molti altri, nel grow shop online di Growerline trovi questi e altri numerosi prodotti per la coltivazione indoor e non solo.

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Come coltivare indoor: 10 consigli utili https://www.dojogarden.it/2015/12/come-coltivare-indoor-10-consigli-utili.html https://www.dojogarden.it/2015/12/come-coltivare-indoor-10-consigli-utili.html#respond Mon, 28 Dec 2015 14:10:40 +0000 http://www.dojogarden.it/?p=456 Quello della coltivazione indoor è un hobby particolarmente appassionante e pratica, perché si può condurre entro le propria mura domestiche in ogni condizione climatica. Questo articolo è stato pensato per chi si avvicina al growing e cerca qualche informazione generale: ecco quindi un piccolo prospetto con 10 utili consigli. Come coltivare indoor: la provenienza dei …

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Quello della coltivazione indoor è un hobby particolarmente appassionante e pratica, perché si può condurre entro le propria mura domestiche in ogni condizione climatica. Questo articolo è stato pensato per chi si avvicina al growing e cerca qualche informazione generale: ecco quindi un piccolo prospetto con 10 utili consigli.

Come coltivare indoor: la provenienza dei semi

Sia che il nostro intento sia coltivare fiori o piante, è importante conoscere la provenienza del seme: in questo modo aumentiamo la possibilità di ottenere i frutti sperati. Se nella nostra città non conosciamo esperti e se non vogliamo limitarci ai consigli dei vivaisti locali, potremmo trovare tante utili informazioni anche online. Sono sempre di più i forum e i blog di coltivatori di tutto il mondo che hanno già provato diverse varietà di semi e potranno consigliare il loro fornitore. I fornitori stessi saranno lieti di inviare campioni di sementi per una valutazione più accurata della loro qualità al nostro domicilio.

Parola d’ordine: chiedere e provare

Nella coltivazione domestica è importante (non solo per il principiante) fare tante domande e mettere a nudo i propri dubbi: meglio leggersi tante esperienze di altri che ci hanno preceduto, apprendere un paio di concetti da ognuno di essi e farne tesoro. Tra questi ad esempio c’è il consiglio di utilizzare terriccio e concimi di fornitori locali per una crescita annuale, almeno per i primi tempi. Quando si inizia a diventare più sicuri si potranno sperimentare altre tecniche di accrescimento. Gli errori all’inizio possono essere frequenti, quindi meglio rimandare i tecnicismi in un secondo momento!

I valori dell’acqua

In quanti conoscono i valori dell’acqua che scorre dal proprio rubinetto? Eppure sono misurazioni importanti per chi si vuole sapere come coltivare indoor al meglio: le misurazioni si possono effettuare semplicemente con delle cartine al tornasole che in pochi istanti restituiscono indicazioni piuttosto accurate.

L’importanza dell’aria

Anche nella coltivazione indoor è importante il flusso d’aria: indicativamente si consiglia di fare in modo che il ricambio di ossigeno avvenga regolarmente e che la dimensione in ingresso sia tre volte inferiore rispetto a quello di uscita. Controllando il flusso dell’aria controlleremo il clima dell’ambiente, poiché andremo a determinare anche la temperatura, il grado di umidità, l’odore, la pressione, tutto questo per un costante controllo del trattamento dell’aria.

Pulizia e prevenzione

Come coltivare indoor senza problemi? Basta non dimenticarsi di fare pulizia quotidiana, asportando le piante morte e tenendo pulite le aree di crescita. Si possono utilizzare sostanze come la peroxide o l’ammoniaca che eviteranno la proliferazione di funghi, insetti, uova e batteri, si tratta di antaparassitari appositamente studiati.

La posizione… dell’elettricità

Tutti i cavi elettrici, gli interruttori, le prolunghe devono essere collocate ad una altezza corrispondente dal nostro busto in su. La parte acquosa deve invece essere collocata dalle anche fino a terra. In questo modo la stanza rimane sicura: eventuali straripamenti finiranno sul pavimento e non saranno mai a contatto con la cavetteria.

Il ciclo di luce e buio

In queste poche righe dedicate al come coltivare indoor, vogliamo evidenziare l’importanza di un ciclo regolare di luce e di oscurità, poiché la loro distribuzione determinerà il successo della nostra crescita (18 ore di luce e 6 di buio) e quindi il ciclo di fioritura (12 ore di luce e 12 di oscurità), la densità dei fiori….

Riflettere la luce

Per amplificare e riflettere la luce esistono degli appositi materiali riflettenti, oppure materiale più economico a base di vinile industriale e pannelli di plastica bianca e nera alternati, grazie a questi teli riflettenti la luce si propagherà in maniera ottimale.

Scelta del metodo

Per scegliere il metodo di coltivazione e fioritura ideali si deve per prima cosa puntare su una tecnica in cui ci si sente sicuri. Meglio quindi non sperimentare un nuovo metodo in una nuova stanza perché sono tante le variabili da tenere in considerazione ed è più facile cadere in qualche errore.

Come coltivare indoor: test prima della partenza

Un vero e proprio warm-up per testare ambiente e clima prima di iniziare: dopo aver ultimato la stanza, lasciamola funzionare alcuni giorni per assicurarci che i sistemi di aria, scarico e temperatura funzionino correttamente prima di collocare le piante. Grazie ad una breve simulazione si potranno così prevenire gli errori più comuni, individuando facilmente gli elementi da correggere.

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Come curare la dieffenbachia da parassiti https://www.dojogarden.it/2015/01/come-curare-la-dieffenbachia-da-parassiti.html https://www.dojogarden.it/2015/01/come-curare-la-dieffenbachia-da-parassiti.html#respond Mon, 19 Jan 2015 15:00:17 +0000 http://www.dojogarden.it/?p=372 La dieffenbachia è una pianta da appartamento più conosciuta e più gradevole dal punto di vista estetico. Originaria dell’America centrale, questo vegetale può avere anche delle dimensioni abbastanza notevoli a seconda delle varietà. La dieffenbachia è una pianta sempreverde ed è caratterizzata da un fusto sempre eretto e carnoso. Quando si parla di dieffenbachia è …

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La dieffenbachia è una pianta da appartamento più conosciuta e più gradevole dal punto di vista estetico. Originaria dell’America centrale, questo vegetale può avere anche delle dimensioni abbastanza notevoli a seconda delle varietà.

La dieffenbachia è una pianta sempreverde ed è caratterizzata da un fusto sempre eretto e carnoso.

Quando si parla di dieffenbachia è necessario tenere presente che si tratta di una pianta velenosa in tutte le sue parti, quindi prima di procedere alla rimozione di parassiti è fondamentale munirsi di tutto il necessario: guanti, insetticida specifico, pennellino e alcol denaturato.

Questa pianta predilige il caldo, pertanto è opportuno fare molta attenzione ai colpi di freddo e alle raffiche di vento. Ama la luce solare, ma è importante non posizionarla sotto la luce diretta del sole perchè si corre il rischio di bruciarla.

E’ bene ricordare a ciascun lettore che le foglie vanno pulite ogni 15 giorni con un panno umido. Questo piccolo accorgimento serve per prevenire l’insorgenza di parassiti.

Il terriccio deve essere sempre umido e mai asciutto completamente. attenzione anche ai ristagni d’acqua.

Come curare la pianta colpita da parassiti

Se questa pianta si cura con amore a diligenza, allora potrà vivere anche per moltissimi anni, diventando  abbastanza vigorosa.

Purtroppo come ogni pianta, anche qui il rischio di essere infestata da alcuni parassiti è molto elevato. Se le foglie in questione cominicano a perdere vigore, assumono un colore giallastro e iniziano ad accartorciarsi allora è il caso di stare allerta perchè molto probabilmente qualche parassita l’ha già colpita.

Inoltre se si notano anche delle piccole ragnatele nella pagina inferiore del vegetale allora siamo in presenza del ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Per eliminare il parassita in questione è necessario ricorrere ad un trattamento ben specifico, poichè l’attacco è causato sicuramente dal clima troppo secco in appartamento. Per ovviare a tale problema è necessario nebulizzare la chioma della pianta di tanto in tanto in maniera tale che la temperatura risulti umida. In questo modo si creerà un ambiente sfavorevole per il ragnetto rosso e quindi non colpirà più la pianta.

Un altro parassita è la cocciniglia farinosa. Se si intravedono delle macchie bianche sulla pagina inferiore delle foglie, allora è il caso di intervenire immediatamente.

Per intervenire si dovranno strofinare le parti colpite con un pennellino intinto in alcool denaturato. In questa maniera si eliminerà l’insetto in questione. Però se l’infestazione è già estesa allora in questo caso è di vitale importanza ricorrere ad un insetticida sistemico.

Anche l’afide verde può colpire il vegetale. Quindi per poterlo eliminare definitivamente, l’unica soluzione è l’insetticida ad azione sistemica. Ma se si vuole fare una sorta di prevenzione sulla pianta si dovrà spruzzare sul terriccio un insetticida sistemico e ripetere l’operazione ogni 6 settimane per tutta la stagione vegetativa che va dall’inizio della primavera fino a settembre.

Utilizzando questa forma di prevenzione, si potrà notare che la pianta in questione avrà solamenete giovamento e benessere.

Come si può constatare non è difficile prendersi cura della dieffenbachia. Occorre soltanto un minimo di buona volontà e senso di praticità..il resto verrà da sè.

Provare per credere!

 

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Cure per le piante tropicali da appartamento https://www.dojogarden.it/2015/01/cure-per-le-piante-tropicali-da-appartamento.html https://www.dojogarden.it/2015/01/cure-per-le-piante-tropicali-da-appartamento.html#respond Sat, 10 Jan 2015 15:18:37 +0000 http://www.dojogarden.it/?p=357 Sono moltissime le persone che possiedono in terrazza o in balcone le piante tropicali. Ma erroneamente a quanti molti pensano, le piante tropicali non sono abituate ai nostri climi, e pertanto bisogna porre attenzione e accortezze in maniera tale che non subiscano danni con il sopraggiungere dei mesi particolarmente freddi. Quindi se avete piante di …

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Sono moltissime le persone che possiedono in terrazza o in balcone le piante tropicali.

Ma erroneamente a quanti molti pensano, le piante tropicali non sono abituate ai nostri climi, e pertanto bisogna porre attenzione e accortezze in maniera tale che non subiscano danni con il sopraggiungere dei mesi particolarmente freddi.

Quindi se avete piante di questo genere è di vitale importanza riportarle all’interno dell’appartamento durante la stagione invernale. Anche qui occorre prestare attenzione poichè gli ambienti in casa, a causa dei termosifoni sempre accesi tendono a diventare particolarmente secchi.

Sicuramente le piante in questione amano l’aria calda, ma difficilmente riescono a sopravvivere senza un tasso di umidità adeguato.

Nonostante ciò, è possibile prendere in considerazione alcuni piccoli accorgimenti in modo tale da riuscire a far vegetare al meglio queste piante sempreverdi di origine tropicale.

Qual è l’habitat ideale per le piante tropicali?

Per garantire alle piante tropicali un corretto habitat è necessario un giusto grado di umidità. Quindi a questo riguardo è consigliabile nebulizzare ogni giorno le foglie delle piante con dell’acqua possibilmente non calcarea.

Se utilizzate l’acqua del rubinetto invece, è opportuno farla decantare almeno 1 giorno prima di sfruttarla per le irrigazioni. Seguendo quasto piccolo accorgimento il disinfettante in essa contenuto evaporerà.

Se negli appartamenti si raggiungono temperature al di sopra dei 18° è consigliabile aumentare il grado di umidità presente nell’aria.

Tra le piante più comunemente diffusi negli appartamenti troviamo: potos, ficus, e philodendron. Si tratta di piante che hanno la capacità di vegetare al meglio con temperature che si aggirano intorno ai 18°.

Inoltre per mantenere una buona umidità nell’aria, vi suggerisco un’altra soluzione altrettanto utile: mettete dell’argilla espansa all’interno dei sottovasi. Il suo funzionamento è di vitale importanza: una volta che il terreno èbagnato, l’argilla sarà capace di rilasciare piano, piano un buon quantitativo di acqua sotto forma di vapore acqueo.

Mi raccomando: all’interno del sottovaso non deve essere presente un ristagno idrico. Un comportamento di questo tipo non farebbe altro che provocare marciume all’apparato radicale.

L’utilizzo del concime

Nei mesi invernali è molto importante procedere con una certa cautela per quanto concerne l’utilizo dei fertilizzanti.

E’ di vitale importanza seguire tutte le indicazioni riportate sulla confezione, perchè un sovradosaggio potrebbe provocare dei seri danni alla pianta stessa. inoltre quando andate a somministrare il concime, è necessario che il terreno non sia asciutto.

E’ meglio ricorrere a fertilizazioni o concimazioni liquidi, perchè sono molto più facili da sciogliere nell’acqua e sono veramente semplici da utilizzare.

Ecco alcuni piccoli accorgimenti da prendere in considerazione

Da non dimenticare di pulire periodicamente le foglie delle piante con un panno umido. Molto spesso le case si riempiono di polvere più del dovuto. Quindi per poter garantirgli una corretta traspirazione è consigliabile procedere con le pulizie dovute.

Anche se queste piante tropicali si trovano nei nostri appartamenti è opportuno tuttavia stare molto attenti alle infestazioni di parassiti. Generalmente i più comuni sono il ragnetto rosso e la cocciniglia.

Se intravedete qualche piccolo parassita procedete immediatamente alla rimozione degli stessi ricorrendo a prodotti appositi a base di piretro.

A presto!

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