Orto – Dojo Garden https://www.dojogarden.it L'arte del giardinaggio Mon, 15 Jul 2019 21:51:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.3 Come scegliere la serra per l’orto o il giardino https://www.dojogarden.it/2019/07/come-scegliere-la-serra-per-lorto-o-il-giardino.html https://www.dojogarden.it/2019/07/come-scegliere-la-serra-per-lorto-o-il-giardino.html#respond Mon, 15 Jul 2019 21:51:33 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=578 Se hai spazio disponibile per costruire una serra, questa guida fa sicuramente al caso tuo perché ti fornirà una panoramica su materiali, collocazioni e dimensioni da conoscere prima di iniziare la costruzione vera e propria. La serra è un ambiente artificiale che crea le condizioni ottimali per la crescita di alcune piante in ogni stagione …

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Se hai spazio disponibile per costruire una serra, questa guida fa sicuramente al caso tuo perché ti fornirà una panoramica su materiali, collocazioni e dimensioni da conoscere prima di iniziare la costruzione vera e propria.

La serra è un ambiente artificiale che crea le condizioni ottimali per la crescita di alcune piante in ogni stagione dell’anno rispetto al classico appartamento o al giardino; la serra consente di dedicarsi al giardinaggio in qualsiasi momento e in qualsiasi stagione senza dover tener conto del clima.

L’effetto serra, il riscaldamento grazie alle piante

Inoltre grazie alla serra si possono ottenere dei prodotti da orto anche fuori dai mesi e ovviamente proteggere dal gelo le piante più delicate.
La luce e il calore del sole vengono trattenuti più a lungo in un ambiente protetto: le piante usano il 5% della radiazione solare per la fotosintesi mentre il 95% va a creare il cosiddetto effetto serra che genera il riscaldamento dell’ambiente e che quindi mantiene i del sistema caldo.

Questa forma di riscaldamento trova il suo limite nelle dispersioni energetiche che possono essere dovute a una forte escursione termica rispetto all’ambiente esterno alla serra oppure ad una struttura non perfettamente sigillata. Ad ogni modo questo calore deve essere mitigato per evitare di raggiungere picchi eccessivi di temperatura, lasciando ad esempio arieggiare l’ambiente periodicamente.

Tipologie di serre

Possiamo distinguere varie forme di serre a seconda della architettura che le caratterizza:
la serra ad una falda si appoggia ad una parete della casa con esposizione verso sud-ovest. Il muro consente di ridurre le perdite e rendere la struttua più stabile verso le intemperie, più facile da riscaldare nonché più economica.

La serra a due falde consente di far passare più luce ma soffre maggiormente di dispersioni termiche ed il vento potrebbe metterne a rischio la stabilità, nonostante l’opportuna presenza di elementi appositamente realizzati per rinforzare la costruzione.
La serra a tunnel è utilizzata per coprire gli orti risultando estremamente semplice da smontare e rimontare grazie al telaio in acciaio legato ad arco su cui è montata e che di solito è realizzato in polietilene.

Le misure, i materiali e la collocazione di una serra

Per quanto riguarda le dimensioni, il corridoio dovrebbe oscillare intorno ai 35 m mentre la lunghezza tra gli 8 e i 10; per quanto riguarda l’altezza, onde evitare eccessive dispersioni di calore e di energia, meglio non superare i 2 m e mezzo o 3 nel punto più alto.

La serra può essere posizionata su una parete della casa oppure in giardino ma in pieno sole, lontana dagli alberi e dalle siepi che potrebbero fornire ombre non desiderate: in tal caso l’orientamento da preferire è quello da est a ovest che consente anche nei periodi in cui arriva meno luce di ricevere tutta quella disponibile grazie alla trasparenza della struttura.

I materiali della struttura possono essere scelti tra legno, acciaio, alluminio, ferro e plastica; per quanto riguarda la copertura, il vetro risulta la scelta più costosa, pesante e fragile ma con il vantaggio di garantire il miglior isolamento termico e la totale trasparenza. I materiali plastici sono meno trasparenti soprattutto con il passare del tempo, e tendono a rigarsi e ad usarsi più facilmente ma riducono i costi della struttura portante risultando più leggeri.

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Come coltivare il prezzemolo https://www.dojogarden.it/2019/05/come-coltivare-il-prezzemolo.html https://www.dojogarden.it/2019/05/come-coltivare-il-prezzemolo.html#respond Mon, 13 May 2019 12:42:05 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=572 Il prezzemolo è una delle piante aromatiche più apprezzate della nostra cucina, un ingrediente utilizzato in moltissimi piatti che possiamo coltivare nelle nostre case anche in vaso. Si tratta di un vegetale che si semina tutto l’anno e consente di raccogliere già due o tre mesi dopo. Il prezzemolo può essere lasciato seccare e conservato …

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Il prezzemolo è una delle piante aromatiche più apprezzate della nostra cucina, un ingrediente utilizzato in moltissimi piatti che possiamo coltivare nelle nostre case anche in vaso. Si tratta di un vegetale che si semina tutto l’anno e consente di raccogliere già due o tre mesi dopo. Il prezzemolo può essere lasciato seccare e conservato a lungo. Le sue proprietà principali sono depurative e antisettiche ed il suo infuso viene utilizzato anche per rendere lucenti le chiome.

Il prezzemolo è una pianta che l’uomo conosce sin dai tempi più antichi: già i greci la utilizzavano sia come decorazione che in ambito medicinale. Con il prezzemolo si realizzavano ad esempio le corone dei vincitori dei giochi. I primi ad utilizzarlo in cucina furono invece i romani che sfruttavano le foglie del prezzemolo per eliminare i cattivi odori e per contrastare i sintomi di una intossicazione.

Per averlo a disposizione fresco e lasciare sprigionare dalle foglie il massimo dell’aroma per i nostri piatti, possiamo tenerlo in un vaso sul balcone o nel nostro giardino.

Come coltivare il prezzemolo

Abbiamo detto che il prezzemolo può essere facilmente coltivato in un vaso tuttavia bisogna considerare che le sue radici tendono ad andare in profondità e quindi il contenitore deve essere particolarmente capiente e profondo. Il prezzemolo è adatto ai climi temperati e cresce bene anche su un davanzale, soprattutto se il vaso è collocato in un’area soleggiata che in estate però risulti in penombra. La crescita, a seconda della temperatura e del clima, può necessitare di due o tre settimane.

I semi vanno distribuiti uniformemente nel vaso e germogliano lentamente, circa in 30 giorni. Se volete accelerare questo processo è bene immergere i semi nell’acqua per una notte prima di impiantarli e di inserirli circa 1 cm sotto la terra. Le prime foglie inizieranno a vedersi già dopo quattro o cinque settimane. Osservando queste poche indicazioni si possono ottenere tante piante di prezzemolo investendo pochi euro nei semi.

La crescita del prezzemolo e la raccolta

Nel giro di 70 – 80 giorni al massimo possiamo iniziare a raccogliere il prezzemolo: se lo piantiamo ad ottobre potremo usare le prime foglie già a marzo e considerando che si tratta di una pianta biennale, nel mese di giugno andrà effettuata la potatura per consentire la ricrescita delle nuove foglie. Si tratta di una pianta da innaffiare ogni giorno a piccole dosi facendo in modo che il terreno risulti sempre ricco di umidità; quando le piante vengono recise ricrescono proponendo nuovi germogli freschi adatti all’utilizzo in cucina.

Altre proprietà del prezzemolo

Tra le proprietà del prezzemolo, ricco di calcio, fosforo, vitamina A, vitamina C, vitamina K e ferro, ricordiamo che stimola la digestione, aiuta ad eliminare piccoli calcoli e svolge un’attività antianemica. Utile anche come diuretico e depurativo, questo vegetale è indicato anche per chi soffre di reumatismi, edemi e ritenzione idrica.

Aiuta il fegato a depurare l’organismo e grazie all’abbondante presenza di antiossidanti migliora la salute degli occhi e della pelle. L’elevatissima concentrazione di vitamina C, contrasta a sua volta l’attività dei radicali liberi e aiuta rinforzare il sistema immunitario.

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Come e quando potare il ribes https://www.dojogarden.it/2019/02/come-e-quando-potare-il-ribes.html https://www.dojogarden.it/2019/02/come-e-quando-potare-il-ribes.html#respond Sun, 24 Feb 2019 14:24:32 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=560 Il ribes rientra nella categoria dei piccoli frutti insieme ai lamponi, alle more e ai mirtilli. Si tratta di arbusti adatti anche a piccoli orti in tutte le sue varietà anche se il ribes rosso e quello di color bianco sono considerati i migliori per il consumo fresco mentre quello nero è destinato soprattutto alla …

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Il ribes rientra nella categoria dei piccoli frutti insieme ai lamponi, alle more e ai mirtilli. Si tratta di arbusti adatti anche a piccoli orti in tutte le sue varietà anche se il ribes rosso e quello di color bianco sono considerati i migliori per il consumo fresco mentre quello nero è destinato soprattutto alla trasformazione in salse e marmellate.

La potatura di questa pianta è un’operazione molto importante per la buona salute dell’intero arbusto e va eseguita ogni anno con attenzione. Grazie a una potatura ottimale le piante potranno costantemente fornire abbondanti e saporiti piccoli frutti.

Quando potare il ribes: fase di allevamento e produzione

La prima cosa da sapere è che nella pianta del ribes distinguiamo due momenti che condizionano la potatura ossia la fase di allevamento durante la quale si forma lo scheletro della pianta e la fase di produzione in cui si osserva la produzione vera e propria dei frutti.

La potatura durante la fase di produzione si mette in atto durante l’estate fino alla primavera seguente, escludendo le fasi più fredde. C’è molto tempo quindi per pianificare ed eseguire correttamente la potatura ma c’è un enorme vantaggio nell’effettuarla subito al termine della raccolta: in questo modo infatti si garantisce la massima illuminazione della chioma che migliorerà la produzione dell’anno successivo.

Nell’allevamento del ribes a cespuglio, la pianta può seguire nella crescita pali e fili metallici come guide e si tratta della scelta più pratica e meno impegnativa in assoluto. Dopo aver messo a dimora le piantine, si rasano le cosiddette barbatelle vicino a terra lasciando solo alcune gemme: può sembrare un’operazione particolarmente drastica ma essa serve tuttavia a stimolare nuovi e più vigorosi germogli tra cui poi si sceglieranno i migliori per la struttura principale del cespuglio.

Se si acquistano invece delle piante già formate con alcuni rami da circa 40 o 50 cm questa operazione non è necessaria e ad ogni modo nel primo anno dal momento della messa a dimora non ci si deve attenere la produzione.

Come potare il ribes: le proporzioni dell’arbusto

Quando le piante sono a regime, ogni anno è opportuno eliminare le branche più vecchie, sfoltire le zone dei rami più fitti in maniera da favorire l’ingresso della luce eliminando per primi quelli che crescono verso il basso o verso l’interno.

Indicativamente si consiglia di fare in modo che ogni cespuglio sia composto per un terzo da rami di un anno per un terzo da branche di un paio d’anni e per il restante terzo da branche di tre anni.

A seconda del tipo di ribes ci possono essere delle differenze per quanto concerne la capacità di fruttificare anche in rami più o meno corti ma la regola di diradare i rami più stretti è utile per tutte le varietà: questo tipo di potatura riesce a contenere la pianta sia in altezza sia in espansione laterale senza sacrificare la capacità fruttifera.

È importante utilizzare attrezzi da taglio robusti e professionali e munirsi di guanti protettivi, prediligendo tagli netti e inclinati senza lasciare sfilacciamenti e facendo in modo che il legno non venga sfibrato.

Sempre meglio non esagerare con i tagli che comunque causano una ferita per le piante e che possono essere trattate con propoli in maniera ad aiutare la cicatrizzazione e prevenire malattie e parassiti che potrebbero insediarsi proprio in queste donne. Attenzione nel caso di piante colpite da qualche malattia: è bene eliminare le parti danneggiate e disinfettare le cesoie prima di utilizzarle nella potatura di altre piante per evitare la propagazione di eventuali patogeni.

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Come coltivare la melanzana https://www.dojogarden.it/2018/11/come-coltivare-la-melanzana.html https://www.dojogarden.it/2018/11/come-coltivare-la-melanzana.html#respond Sun, 25 Nov 2018 10:22:36 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=548 La melanzana è un ortaggio piuttosto semplice da coltivare, che ha preferenza per le temperature miti. La sua pianta si caratterizza per un fusto particolarmente robusto e difficilmente soggetto a malattie; come la patata e il peperone, appartiene alle solenacee. Di origine asiatica, ne conosciamo oggi diverse varietà che si differenziano per il colore del …

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La melanzana è un ortaggio piuttosto semplice da coltivare, che ha preferenza per le temperature miti. La sua pianta si caratterizza per un fusto particolarmente robusto e difficilmente soggetto a malattie; come la patata e il peperone, appartiene alle solenacee. Di origine asiatica, ne conosciamo oggi diverse varietà che si differenziano per il colore del frutto, bianco, viola o nero intenso. Si tratta di un prodotto estremamente interessante per l’uso in cucina ed ha eccellenti qualità nutrizionali.
Chi non dispone di un orto può valutare la coltivazione della melanzana in vaso, tuttavia bisogna optare per un contenitore di generose dimensioni. L’importante è valutare la posizione della pianta in quanto il freddo può bloccarne la crescita mentre il caldo eccessivo impedisce il raccolto: se i fiori cadono prematuramente, sarà impossibile ottenere i frutti. Sono necessarie quindi alcune accortezze per la buona riuscita della coltura di questo ortaggio, ricordando che è sufficiente proteggere la pianta quando le temperature sono troppo alte o troppo basse, sfruttando all’occorrenza reti ombreggianti oppure tessuti appositi per le coltivazioni.

Coltivare la melanzana in orto o in vaso

Il terreno deve essere ricco di materiale organico, l’acqua non deve ristagnare e il suolo va preparato con una profonda vangatura in maniera da garantire la capacità drenante. Il terreno deve essere fertilizzato prima della semina o del trapianto: la dose di concime varia in funzione delle caratteristiche del terreno ma indicativamente possiamo suggerire dai tre agli otto chili materia organica per ogni metro quadro di coltivazione. L’eccesso di azoto tuttavia può danneggiare i fiori e quindi è bene non eccedere nelle quantità.
La semina avviene preferibilmente a marzo e il trapianto nell’orto può essere effettuato tra aprile e maggio quando le temperature rimangono stabilmente al di sopra dei 9°. La semina diretta in campo viene di solito sconsigliata perché l’attesa è molto lunga e si tende a perdere buona parte del raccolto.
In pieno campo, la melanzana si colloca in file distanti almeno 80 cm e 60 cm lungo la stessa fila in maniera che le piante possano svilupparsi in una sufficiente quantità di spazio e di luce disponibile. Per questo motivo non vanno mai troppo ravvicinate.
La presenza di sostegni per la pianta è una opzione molto funzionale anche se il fusto risulta in genere piuttosto resistente. Tuttavia alcune varietà producono frutti particolarmente pesanti che potrebbero piegare le piante prive di sostegno e in questi casi si suggeriscono canne di bambù o pali in plastica cui legare la pianta mano a mano che si sviluppa.

Irrigazione nella coltivazione della melanzana

Per quanto riguarda l’irrigazione si tratta di un vegetale molto resistente all’aridità grazie al suo sviluppato apparato di radici che arrivano molto in profondità nel terreno. Si consiglia quindi una irrigazione progressiva preferibilmente a goccia. L’irrigazione a pioggia può essere una soluzione altrettanto valida; quanto riguarda la rotazione delle colture si sconsiglia di piantare la melanzana dopo una pianta della stessa famiglia quindi mai coltivare solenacee una dopo l’altra.
La melanzana non deve seguire peperoni, pomodori e patate inoltre anche le leguminose non devono precederne la motivazione poiché rilasciano una maggiore quantità di azoto nel terreno, caratteristica di cui la melanzana può soffrire causando una caduta precoce dei fiori, (situazione che ovviamente impedisce il raccolto dei frutti).

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Come coltivare il rosmarino a casa https://www.dojogarden.it/2018/10/come-coltivare-il-rosmarino-a-casa.html https://www.dojogarden.it/2018/10/come-coltivare-il-rosmarino-a-casa.html#respond Mon, 29 Oct 2018 19:22:42 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=543 Tra le piante aromatiche più amate e diffuse nel nostro paese troviamo sicuramente il rosmarino, un vegetale che appartiene alla stessa famiglia della salvia e del basilico, noto in cucina per insaporire piatti di carne, legumi, patate e preparare decotti. Si tratta di una pianta estremamente semplice da coltivare che può essere tenuta in un …

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Tra le piante aromatiche più amate e diffuse nel nostro paese troviamo sicuramente il rosmarino, un vegetale che appartiene alla stessa famiglia della salvia e del basilico, noto in cucina per insaporire piatti di carne, legumi, patate e preparare decotti.

Si tratta di una pianta estremamente semplice da coltivare che può essere tenuta in un vaso così come nell’orto. Quando cresce l’arbusto forma piccoli cespugli che possono essere collocati sul balcone oppure occupare un angolo del giardino. Il consiglio è tenerlo nei pressi della cucina in maniera da poter utilizzare all’occorrenza il singolo rametto di rosmarino. Anche i fiori dal tipico colore bianco e viola, sono commestibili.

Come coltivare il rosmarino: dal clima al terriccio

Il clima preferito dal rosmarino è caldo con un’esposizione abbondante al sole, ma si adatta bene anche in posizione di ombra parziale e offre una buona resistenza alle temperature più rigide. Anche in montagna è possibile coltivare con successo il rosmarino che teme però le gelate di media durata ed in tal caso va protetto con teli.

Per quanto riguarda il terreno il rosmarino preferisce una terra arida e asciutta, poichè non soffre in maniera particolare i periodi di siccità. È importante però che il terreno ad ogni modo non risulti mai troppo bagnato e a tale proposito è possibile unire ad una qualità di terreno compatto e argilloso dell’eventuale sabbia.

Il rosmarino può essere seminato partendo proprio dai suoi piccoli semi, riprodotto per talea o moltiplicato da una propaggine. In questo caso è sufficiente prelevare un rametto di circa 10 o 15 cm da una pianta già cresciuta, preferibilmente nella parte più bassa della stessa e il più possibile vicino alle radici.

Scelta del vaso e irrigazione del rosmarino, ecco una semplice guida!

  1. Le fogli ad ago vanno tolte e lasciate solo in cima, la corteccia va leggermente sbucciata alla base del rametto perchè sarà il punto da cui dovrà emettere le radici. Basta lasciare il rametto in acqua e dopo 3-7 giorni lo sposteremo nel vaso, esattamente quando le radici saranno riconoscibili. Il vegetale può essere poi trapiantati direttamente in campo o in un contenitore più grande.
  2. I rametti possono essere tagliati in qualsiasi periodo dell’anno ma è consigliabile per il trapianto scegliere il periodo primaverile per quanto riguarda il Nord Italia o l’autunno per quanto riguarda le zone meridionali più calde.
  3. Si tratta di una pianta perenne che non necessita di essere seminata tutti gli anni e richiede poche cure. Si tratta di un sempreverde che smette di crescere con il caldo eccessivo. Per quanto riguarda l’irrigazione, spesso basta l’umidità dell’aria ma l’acqua è necessaria soprattutto durante il primo anno di età in caso di grande calura estiva. Ad ogni modo la pianta va bagnata sempre con estrema moderazione per evitare che le radici marciscano.
  4. Per quanto riguarda nello specifico l’invaso, è sempre meglio scegliere un contenitore grande che garantisce un migliore sviluppo e necessita di un’irrigazione meno frequente. Basta innaffiare ogni 10 15 giorni senza sottovaso, per evitare ristagni potenzialmente nocivi.
  5. La concimazione non è necessaria ma l’apporto di azoto e potassio può risultare utile per favorire la fioritura. La concimazione può essere eventualmente effettuata una volta l’anno privilegiando quelle a lenta cessione e quindi evitando concimi liquidi. Si tratta di una pianta particolarmente robusta che non teme particolarmente né malattie nè parassiti.

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Erbe infestanti: come contrastarle https://www.dojogarden.it/2018/09/erbe-infestanti-come-contrastarle.html https://www.dojogarden.it/2018/09/erbe-infestanti-come-contrastarle.html#respond Wed, 26 Sep 2018 15:47:32 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=539 Una delle maggiori preoccupazioni di chi gestisce un orto è probabilmente la presenza delle piante infestanti, erbe di cui è difficile disfarsi soprattutto in alcuni momenti dell’anno quando il clima ne favorisce la crescita esponenziale. Di solito i problemi principali si verificano quando le piante dell’orto sono particolarmente giovani: quella che affronteremo nell’approfondimento di oggi …

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Una delle maggiori preoccupazioni di chi gestisce un orto è probabilmente la presenza delle piante infestanti, erbe di cui è difficile disfarsi soprattutto in alcuni momenti dell’anno quando il clima ne favorisce la crescita esponenziale. Di solito i problemi principali si verificano quando le piante dell’orto sono particolarmente giovani: quella che affronteremo nell’approfondimento di oggi è una serie di soluzioni tutte al naturale che non prendono in considerazione diserbanti chimici o altro genere di veleni che compromettono l’integrità e la qualità del suolo e dei frutti che da esso ricaviamo.

Bisogna fare attenzione ai prodotti che acquistiamo perché anche se sono legali possono nuocere gravemente alla salute come ad esempio quelli che contengono glifosato, considerato un agente cancerogeno. Molto spesso purtroppo le leggi arrivano tardi rispetto alla scienza per via di interessi commerciali e della burocrazia.

Per eliminare le erbacce nate tra le piante non ci sono molte alternative, bisogna estirparle a mano o con l’aiuto della zappa. Chi ha scelto però la strada dell’orto biologico può sicuramente prevenire la formazione dei vegetali infestanti attraverso alcune tecniche, la più efficace e semplice delle quali risulta la pacciamatura (che andremo ad analizzare al termine dell’articolo).

Erbe infestanti: soluzioni ecologiche a basso impatto

Prima di strappare le erbacce dell’orto bisogna fermarsi un attimo a riflettere perché non sempre avere “tutto pulito” rappresenta la scelta ideale: una parte di erbe spontanee è sicuramente un fattore positivo dato che si riesce a tenere più umido suolo e creare biodiversità contenendo la presenza di parassiti e malattie. Bisogna inoltre considerare che molte di queste erbe infestanti sono anche commestibili e quindi se impariamo a riconoscerle potremo utilizzarle in cucina. Tra queste ad esempio ricordiamo il tarassaco, la borragine, la piantaggine, il farinello, la portulaca.

È possibile creare un diserbante naturale ed efficace autoprodotto senza utilizzare agenti chimici: è sufficiente unire acqua calda, aceto e sale. Tuttavia questo preparato non è selettivo e quindi si può utilizzare su ghiaia e asfalto con successo ma non è certo adatto all’orto perché rovina anche le piante che vogliamo far crescere compromettendo la fertilità del suolo. Il sale infatti tende ad accumularsi nel terreno e quindi è meglio evitare di diserbare con questo genere di metodo perché risulterebbe una scelta nociva pur in assenza di additivi chimici.

Il metodo più diffuso è il diserbo meccanico particolarmente accurato ma anche faticoso che prevede di strappare fisicamente il vegetale dal terreno. Se si riescono a rimuovere anche le radici si tratterà di un’operazione più duratura mentre il taglio dell’erba a livello del suolo rappresenta una soluzione estremamente temporanea dato che la pianta tenderà a ricrescere velocemente e più forte di quanto fosse in origine.

Dal diserbo manuale alla pacciamatura, per prevenire le erbe infestanti

Per quanto riguarda il diserbo manuale si tratta di un’operazione necessaria vicino alle piante poiché garantisce la certezza di non danneggiare quello che abbiamo piantato. Anche in questo caso si tratta di una scelta molto faticosa che deve prevedere la rimozione delle radici. Con la zappa si possono lavorare gli spazi tra le piante e si tratta di un’operazione che migliora il terreno ossigenandolo e favorendo il drenaggio dell’acqua eventualmente piovuta.

La motozappa può essere utilizzata tra i filari a patto che si siano tenute distanze adeguate al momento della semina o dell’impianto ed in questo caso il metodo sarà veloce e costerà meno fatica. Tale soluzione fa risparmiare molto lavoro e tempo pur originando una sorta di suola di lavorazione che non è proprio un risultato ideale… lungo il percorso in cui l’attrezzo si muove.

Per quanto riguarda la prevenzione abbiamo anticipato trai vari metodi la pacciamatura che la miglior tecnica per evitare di dover trascorrere ore ed ore a strappare erbacce dall’orto. I materiali migliori sono quelli naturali come la paglia e i teli biodegradabili. La strategia prevede di coprire il terreno intorno alle piante in modo che le erbe spontanee non abbiano la luce e lo spazio per poter crescere.

I vantaggi di applicare questa tecnica non si limitano solamente al contenimento delle erbe infestanti ma anche a migliorare la conservazione del calore del terreno, migliorarne lo stato di umidità, mantenere il suolo morbido e apportare materia organica – a patto che per la pacciamatura si utilizzi del materiale vegetale che man mano che passa il tempo si decompone arricchendo il terreno.

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Coltivare e sfruttare le proprietà del tarassaco https://www.dojogarden.it/2018/07/coltivare-e-sfruttare-le-proprieta-del-tarassaco.html https://www.dojogarden.it/2018/07/coltivare-e-sfruttare-le-proprieta-del-tarassaco.html#respond Wed, 25 Jul 2018 23:02:24 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=532 Il dente di leone o tarassaco è una varietà di erba spontanea molto diffusa nel nostro paese che possiamo facilmente individuare a bordo delle strade, fino a 2000 m di altitudine e nei campi non coltivati. Sono caratteristici i suoi fiori gialli e i soffioni a forma di palla: quando raggiungono questa forma sono pronti …

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Il dente di leone o tarassaco è una varietà di erba spontanea molto diffusa nel nostro paese che possiamo facilmente individuare a bordo delle strade, fino a 2000 m di altitudine e nei campi non coltivati. Sono caratteristici i suoi fiori gialli e i soffioni a forma di palla: quando raggiungono questa forma sono pronti a diffondere i semi. Si tratta ad ogni modo di una pianta dalle incredibili proprietà.

Il tarassaco è commestibile e non sempre è necessario coltivarlo in quanto si trova molto frequentemente come erba spontanea nei prati; il colore giallo intenso dei fiori rende molto semplice individuare il dente di leone anche da lontano. Chi vive in zone più urbane potrebbe trovare maggiori difficoltà a rintracciare questo fiore e quindi il consiglio è di seminarlo nel proprio orto: stiamo parlando di una delle coltivazioni più semplici in assoluto.

Coltivare il tarassaco: una delle coltivazioni più semplici

La semina avviene da marzo a maggio oppure tra fine aprile e giugno direttamente in terra. La distanza tra le piantine deve essere misurata tra 15 e 20 centimetri: le piantine giovani possono essere diradate man mano e quelle prelevate dalla terra possono essere mangiate subito in insalata.

Questa pianta è decisamente molto resistente a malattie e parassiti e il suo colore e l’abbondanza di nettare attirano le api e gli altri insetti che si dedicano all’impollinazione rendendo il tarassaco un ottimo vicino per tante coltivazioni del nostro orto. Anche chi non volesse coltivarlo avrà convenienza a lasciarlo ai bordi della propria terra affinché tutto l’orto possa trarne vantaggi.

Grazie alla profondità delle sue radici è molto utile anche negli orti biologici poichè smuove il terreno in modo naturale; le piante giovani vanno innaffiate con regolarità perché le loro radici non sono ancora sufficientemente profonde.

Per ottenere un’insalata fresca anche fuori stagione le piante possono essere sradicate a novembre, e invasate al coperto e al buio.

Un’erba spontanea dalle tante proprietà: come coltivare e utilizzare il tarassaco

Le foglie del tarassaco possono essere raccolte da giovani quando sono più tenere al palato, altrimenti è bene lessarle; i boccioli possono essere conservati sott’olio, sotto sale e  sotto aceto, ottenendo un risultato analogo ai capperi. Le radici possono essere consumate a crudo dagli amanti dei sapori particolarmente amari ( ma possono comunque essere associate ad altri vegetali più dolciastri ).

Le foglie da mangiare in insalata andrebbero raccolte preferibilmente in primavera prima del momento della fioritura, mentre quelle da cuocere possono essere prelevate in qualsiasi momento della vita della pianta – evitando le più vecchie che risulterebbero ancora più amare.

I fiori vanno raccolti tra aprile e maggio: risultano sempre commestibili ma l’ideale è cogliere i boccioli quando non sono ancora chiusi (questa è la soluzione migliore per le conservazioni sottaceto). Le radici invece andrebbero colte alla fine della stagione in prossimità dell’autunno quando risultano più spesse. I risultati migliori si ottengono con terreni sabbiosi: quando si raccolgono le radici, ovviamente tutta la pianta andrà prelevata.

Le foglie di tarassaco hanno un’interessante capacità diuretica risultando molto utili come tisane e decotti per gli soffrisse di questo tipo di difficoltà. Grazie anche alle proprietà depurative le radici sono estremamente benefiche per il fegato e l’intestino.

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Come coltivare l’anguria, alcuni consigli pratici dalla semina al raccolto https://www.dojogarden.it/2018/07/come-coltivare-languria-alcuni-consigli-pratici-dalla-semina-al-raccolto.html https://www.dojogarden.it/2018/07/come-coltivare-languria-alcuni-consigli-pratici-dalla-semina-al-raccolto.html#respond Sat, 21 Jul 2018 13:16:46 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=529 Il cocomero o anguria è un frutto tipico dell’estate davvero molto amato perché grazie al suo gusto e alla sua freschezza è ideale nei periodi più caldi dell’anno. La sua maturazione avviene proprio d’estate ma ne esistono diverse varietà. La coltivazione del cocomero è analoga a quello del melone, con la differenza che il frutto …

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Il cocomero o anguria è un frutto tipico dell’estate davvero molto amato perché grazie al suo gusto e alla sua freschezza è ideale nei periodi più caldi dell’anno. La sua maturazione avviene proprio d’estate ma ne esistono diverse varietà. La coltivazione del cocomero è analoga a quello del melone, con la differenza che il frutto dell’anguria può raggiungere dimensioni di molto superiori, fino a un peso di addirittura 25 chili. Tuttavia per la coltivazione rivolta ad un consumo familiare esistono anche delle angurie di formato più piccolo, decisamente più adatte e pratiche da gestire.

Come coltivare l’anguria: l’importanza della temperatura

L’anguria è tipica di un clima caldo e il suo seme si apre con temperature oltre i 24° per poi crescere in maniera ottimale con quando salgono intorno ai 30°. Si tratta quindi di una coltivazione tipicamente estiva e quando il clima risulta più rigido bisogna fare in modo che le piante non subiscano il freddo – utilizzando ad esempio teloni e tunnel. Una temperatura al di sotto dei 14° infatti può pregiudicare la crescita e il raccolto del frutto.

Per quanto riguarda il terreno, l’anguria preferisce un suolo ricco e non arido con un pH superiore a cinque, quindi tendenzialmente acido. Questa coltivazione chiede molta acqua e sostanze nutritive ma è fondamentale evitare i ristagni che farebbero marcire le radici.
Il terreno va vangato in profondità e concimato. Per fare in modo che il frutto risulti dolce il terreno deve presentare una buona quantità di potassio che può essere raggiunta attraverso una adeguata concimazione e aggiungendo la cenere.

Dal terreno alla semina: come coltivare l’anguria

La semina deve avvenire in primavera ma se la coltura è protetta è possibile iniziare a marzo. In campo aperto è meglio invece aspettare aprile o maggio per evitare le temperature più basse e le ultime gelate. Ad ogni modo il trapianto in orto non va eseguito prima del mese di aprile.

Dopo una vangatura profonda e la preparazione del suolo, i semi vanno piantati a 3 cm di profondità in gruppetti da tre o quattro, lasciando un paio di metri tra le file e non meno di 1 metro tra una pianta e l’altra lungo la stessa fila. Bisogna infatti ricordare che questi vegetali occupano parecchio spazio e sono molto esigenti verso il terreno. Quando le piantine iniziano a spuntare è bene diradarle lasciandone solo un paio per ogni sezione.

L’anguria va irrigata frequentemente soprattutto nelle fasi di germinazione e di trapianto: man mano che la pianta cresce serve sempre più acqua perché le radici non sono capaci di arrivare in profondità. Non c’è necessità invece di irrigare poco prima della raccolta, in questo modo non si annacquerà il sapore del frutto.

Nelle ultime fasi di crescita e indicativamente ogni due o tre giorni le angurie andrebbero girate in maniera che il sole possa colpire tutti i lati ed è importante farlo una volta sinistra e una destra senza torcere il picciolo e non rischiare dunque di staccare il frutto prima del tempo. Alcuni preferiscono rialzare il frutto con una struttura ad assi, in maniera da non farlo appoggiare direttamente sul terreno prevenendo possibili situazioni di marcitura.

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Come coltivare la menta ad uso gastronomico https://www.dojogarden.it/2018/06/come-coltivare-la-menta-ad-uso-gastronomico.html https://www.dojogarden.it/2018/06/come-coltivare-la-menta-ad-uso-gastronomico.html#respond Sat, 30 Jun 2018 09:07:43 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=525 La menta è una varietà facile da coltivare che può essere piantata e raccolta con successo in tutta Italia: l’importante è scegliere la specie più adatta alle nostre esigenze. Menta piperita, glaciale oppure romana… le alternative sono così numerose che spesso è difficile individuare quella che fa per noi. La menta piperita ad esempio esiste …

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La menta è una varietà facile da coltivare che può essere piantata e raccolta con successo in tutta Italia: l’importante è scegliere la specie più adatta alle nostre esigenze. Menta piperita, glaciale oppure romana… le alternative sono così numerose che spesso è difficile individuare quella che fa per noi.
La menta piperita ad esempio esiste sia bianca e nera: si tratta di una delle varietà tra le più note ed è adatta alle zone più umide e alla penombra.

È estremamente profumata e si distingue per il colore dei fiori che nella menta bianca sono bianchi e in quella nera presentano sfumature rossastre più scure. Piuttosto che seminarla vi consigliamo di utilizzare direttamente delle piantine da vivaio o di mettere a dimora le talee provenienti dal taglio del cespo, in quanto i semi hanno enormi difficoltà a germogliare.

Come coltivare la menta: scegliere la varietà più adatta

Per quanto riguarda la varietà più adatta al vaso suggeriamo la menta glaciale, che si caratterizza per le foglie tonde, l’odore intenso e la necessità di essere più esposta al sole con un terreno sempre umido. Rispettando queste caratteristiche la pianta può raggiungere facilmente anche gli 80 cm costruendo un cespuglio davvero profumato e rigoglioso. Se la coltivate in terra attenzione perché la crescita può diventare incontrollata: per questo quindi si consiglia di piantarla in un vaso per evitare che si possa estendere troppo sul terreno. Si tratta di una varietà adatta per l’uso cucina e la preparazione di infusi, gelati e per aromatizzare primi e secondi piatti.

La mente romana o più correttamente mentastro è quella più diffusa in Inghilterra e si caratterizza per le foglie ovali e allungate coperte da una leggerissima peluria chiara. Si può trovare anche nel nostro paese in presenza di terreno umido al di sotto dei 1200 m sul livello del mare; anche in questo caso si tratta di una varietà particolarmente adatta all’uso gastronomico.
La mentuccia romana non è esattamente una vera e propria menta tuttavia merita di essere citata in questo elenco per diffusione e utilizzo: può raggiungere un’altezza verticale di 70 cm e si caratterizza per i fiori di colore viola chiaro. Si coltiva facilmente in un suolo moderatamente umido ed è molto rinomata per accompagnare alcuni piatti tipici della regione del Lazio come gli apprezzati carciofi alla romana.

Terreno o vaso? Come coltivare la menta

Una volta piantata si tratta di un vegetale perenne e quindi non serve seminarla ogni anno. Risultando sgradito ai parassiti può essere tenuta tranquillamente accanto ad altri ortaggi come ad esempio i pomodori. Non ama il gelo ma è meglio non esporla al pieno sole, soprattutto nelle regioni più calde e nei mesi estivi. Meglio sfruttare gli spazi vicino i muri, che di solito rimangono inutilizzati per chi ha il pollice verde.
La scelta del terreno deve vertere su un terriccio drenante e fertile, ricco di sostanze organiche. Il vaso deve avere un diametro di almeno 40 cm che non deve essere condiviso con altre piante e ortaggi perché tende ad invadere lo spazio disponibile. Il terreno va rinnovato preferibilmente ogni due o tre anni in maniera da garantirne la ricchezza dei nutrienti.

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Cosa possiamo piantare nel nostro orto d’estate https://www.dojogarden.it/2018/06/cosa-possiamo-piantare-nel-nostro-orto-destate.html https://www.dojogarden.it/2018/06/cosa-possiamo-piantare-nel-nostro-orto-destate.html#respond Mon, 11 Jun 2018 12:57:54 +0000 https://www.dojogarden.it/?p=521 La stagione estiva rappresenta il massimo dell’attività del nostro orto: ci si concentra sulle innaffiature e sul raccolto, senza dimenticare che si possono iniziare a interrare gli ortaggi che ci accompagneranno per la successiva stagione più fredda. Anche l’estate quindi si caratterizza per semine e trapianti in maniera da assicurarsi un raccolto continuativo e florido …

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La stagione estiva rappresenta il massimo dell’attività del nostro orto: ci si concentra sulle innaffiature e sul raccolto, senza dimenticare che si possono iniziare a interrare gli ortaggi che ci accompagneranno per la successiva stagione più fredda. Anche l’estate quindi si caratterizza per semine e trapianti in maniera da assicurarsi un raccolto continuativo e florido anche per l’autunno e per l’inverno!

Per quanto riguarda le indicazioni che forniremo in questa breve guida faremo riferimento agli orti del Nord Italia: chi abita invece al centro della penisola anticiperà semine e trapianti di 15 giorni rispetto al calendario indicato, mentre chi risiede a sud e nelle isole inizierà i lavori con un anticipo superiore, calcolando 25 giorni prima.

I lavori nell’orto estivo: luglio

Per quanto riguarda la prima metà di luglio si può procedere con bietole, fagiolini nani e finocchi precoci, mentre per la seconda metà del mese ci occuperemo del finocchio da raccogliere in autunno. Per tutto il mese di luglio si può trapiantare l’indivia riccia, la lattuga, la scarola ed il porro. Per quanto riguarda cavoli e similari, i lavori vanno organizzati bene: nella prima metà di luglio i trapianti vanno eseguiti per cavolfiori, broccoli, cavoli cappucci, verde e sedani mentre gli ultimi 15 giorni del mese sono da riservare al finocchio e al radicchio di Chioggia precoce.

Agosto: cosa c’è da fare nell’orto d’estate

Agosto è un mese molto importante per chi ama l’orto, ed caratterizzato principalmente dalla innaffiature degli ortaggi ma anche dalla messa a dimora di numerose specie che produrranno nei mesi più freddi o addirittura nella successiva primavera.

Fino al 15 agosto ad esempio si può seminare il finocchio per la raccolta autunnale mentre il resto del mese può essere dedicato a seminare cicoria, lattuga, ravanello, rucola e spinaci, prezzemolo e valerianella. Il prezzemolo in particolare può essere seminato indistintamente per tutta la durata del mese di agosto.

C’è tempo fino ai primi di settembre per il radicchio di Chioggia tardivo, quello di Treviso tardivo e per la scarola, mentre nelle ultime due settimane del mese di agosto si trapianta il cavolo cappuccio invernale precoce insieme al radicchio tardivo di Verona. I primi 15 giorni di agosto sono particolarmente intensi per il trapianto delle ultime piante di broccoli, cavolfiore, cavoli cappucci invernali tardivi, verza, finocchio, radicchio precoce di Treviso e radicchio precoce di Verona.

Settembre nell’orto per l’ultima fase dell’estate

Per quanto riguarda settembre, risulta un mese più leggero del precedente ma comunque piuttosto impegnativo per la gestione dell’orto: si possono seminare la cipolla bianca, il ravanello, il prezzemolo entro i primi 15 giorni di settembre. La cicoria sia da taglio che da cespo può essere seminata per tutto il mese, insieme alla lattuga da taglio, alla rucola, alla valerianella e agli spinaci.

Durante la semina non bisogna dimenticare di trapiantare la cicoria pan di zucchero, il radicchio di Chioggia tardivo, il finocchio, il radicchio tardivo di Treviso e quello di Verona, preferibilmente nei primi 15 giorni di settembre. Le ultime due settimane di settembre invece sono più blande dal punto di vista del lavoro rurale poiché caratterizzate dai soli trapianti dei radicchi tardivi di Verona e del porro, considerando che per quest’ultimo vanno bene anche le prime due settimane di settembre.

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