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Come prendersi cura della Pachira

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Tra le più note piante di appartamento non poteva mancare la Pachira. Questa pianta è originaria dell’America Meridionale. Tra le diverse specie appartenenti a questo vegetale, soltanto una può essere facilmente coltivata nel nostro Paese, ossia la Pachira acquatica.

La Pachira, nel suo habitat naturale riesce a raggiungere anche i 20 metri di altezza, mentre nei climi mediterranei non supera i 3 metri. Le foglie si presentano di colore verde, sono palmate  e ben lucide e possono raggiungere anche una lunghezza di 30 cm. Per quanto concerne il fusto invece, esso è molto tenero, i fiori sono grandi con petali di color panna.

Come si coltiva

La Pachira non è di difficile coltivazione, ma per poter raggiungere un risultato ottimale occorre seguire passo dopo passo ogni accorgimento.

Si tratta di una pianta che può essere coltivata sia in appartamento che all’esterno dove le temperature invernali sono particolarmente miti. Generalmente le specie che si adattano ai climi miti vivono molto bene a temperature incluse tra 18°-27° d’ estate, mentre in inverno riescono a sopravvivere anche ad una temperatura tra i 7° e i 10°C. A volte riesce anche a tollerare temperature intorno ai 0° ma soltanto per brevi periodi.

Questa pianta deve essere posizionata in piena luce e non al sole diretto perchè potrebbe non solo causare l’ustione delle foglie, ma potrebbe arrecare seri danni al vegetale. Al massimo può prendere la luce solare diretta per un’ora al giorno, o la sera oppure la mattina presto.

Annaffiatura

La Pachira va annaffiata abbonantemente dalla primavera e per tutta l’estate. L’acqua deve essere possibilmente non calcarea, in modo tale che il terriccio rimanga sempre umido e non bagnato.

Durante la stagione invernale si annaffia con una certa moderazione cercando di mantenere il terriccio sempre umido. Affinchè cresca in maniera sana e vigorosa occorre nebulizzare per bene la chioma. Inoltre è consigliabile disporre la pianta su un sottovaso pieno di ciottoli per poi riempirlo d’acqua facendo attenzione che il fondo non sia immerso nell’ acqua perchè ciò causerebbe senza ombra di dubbio, il marciume della radice stessa.

Utilizzando questo piccolo accorgimento, la pianta ne traerrà un buon beneficio, poichè questo sistema consente di far evaporare l’acqua del sottovaso che di conseguenza inumidisce l’aria circostante.

Se invece viene coltivata all’esterno, allora in questo caso è di fondamentale importanza non metterla in corrispondenza di depressioni del terreno poichè ciò causerebbe il ristagno idrico.

Concimazione

Per quanto concerne la concimazione, la Pachira va fertilizzata ogni 3 o al massimo 4 settimane con un concime liquido da diluire nell’acqua di irrigazione. Ma è necessario che il fertilizzante che viene usato contenga anche i microelementi, quali il magnesio, il manganese, il ferro, lo zinco, il rame, il boro.

Erroneamente a quanti molti pensano, la Pachira non va affatto potata, al massimo si eliminano le parti danneggiate.

Generalmente la Pachira non è una pianta soggetta a malattie. In ogni caso le patologie che si possono riscontrare sono i seguenti:

  • macchie gialle sulle foglie: se le foglie iniziano ad ingiallirsi e successivamente ad accartocciarsi vol dire che si è in presenza di un attacco di ragnetto rosso. In queso caso occorre aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma
  • presenza di animaletti biancastri sulla pianta: se si intravedono dei piccoli insetti bianco- giallastri si è in presenza di afidi. Occorre trattare la pianta con antiparassitari specifici

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